Chi deve avere il codice EORI e quando serve davvero
Il codice EORI è obbligatorio per qualsiasi operatore economico che effettua operazioni doganali nell'Unione Europea. In pratica, se sei un e-commerce italiano e lavori con fornitori cinesi, inglesi (post-Brexit), americani o di qualsiasi altro Paese fuori dall'UE, devi averlo.
Casi concreti in cui serve:
- Importi prodotti dalla Cina per il tuo magazzino italiano (dropshipping con stock locale)
- Usi Amazon Pan-EU o EFN e devi importare merce nei magazzini Amazon in UE
- Esporti verso UK, Svizzera, USA o altri mercati extra-UE
- Gestisci resi da clienti extra-UE che rientrano in Italia
- Vuoi utilizzare il regime IOSS per vendite B2C sotto i 150€
Non serve EORI se:
- Acquisti solo da fornitori UE (Germania, Francia, Polonia, etc.)
- Fai dropshipping puro dove il fornitore extra-UE spedisce direttamente al cliente finale e gestisce lo sdoganamento
- Vendi solo su territorio italiano con fornitori italiani
Attenzione per i venditori Amazon: se usi il servizio Logistica di Amazon (FBA) e importi stock da fuori UE, Amazon richiede esplicitamente il tuo EORI per gestire le pratiche doganali. Senza questo codice, non puoi inviare merci ai centri di distribuzione.
Un esempio numerico: importi 1.000 unità di un prodotto dalla Cina del valore di 5.000€. Alla dogana dovrai pagare:
- Dazio doganale (varia da 0% al 12% circa secondo la categoria merceologica)
- IVA italiana (22% sul valore CIF + dazio)
- Diritti doganali eventuali
Su 5.000€ con dazio medio del 6%, paghi: 300€ di dazio + 1.166€ di IVA (22% su 5.300€) = circa 1.466€ di costi doganali. L'EORI ti permette di gestire questa operazione direttamente e ottenere rimborsi IVA.
Come richiedere il codice EORI in Italia: procedura passo-passo
La richiesta è gratuita e si fa esclusivamente online tramite il portale dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli. Tempi medi di rilascio: 3-5 giorni lavorativi per le pratiche standard.
Procedura operativa:
Verifica se lo possuedi già: molte imprese italiane hanno già un EORI attivo senza saperlo. Controlla sul sito dell'Agenzia delle Dogane nella sezione "Verifica EORI" inserendo la tua Partita IVA.
Accedi al portale telematico doganale con SPID, CIE o CNS. Indirizzo: Agenzia delle Dogane - Servizi online
Compila il modulo di richiesta: serve la visura camerale aggiornata, codice fiscale/Partita IVA, codice ATECO della tua attività, dati del rappresentante legale.
Documenti necessari:
- Certificato di attribuzione Partita IVA
- Visura camerale (non oltre 6 mesi)
- Documento identità del legale rappresentante
- Eventuale delega se non sei tu a fare la richiesta
Ricevi il codice via PEC: l'Agenzia comunica il numero EORI sulla tua casella PEC. Il formato è IT + 11 cifre della Partita IVA + 3 cifre di controllo (totale 17 caratteri).
Caso particolare per ditte individuali: se sei in regime forfettario, puoi comunque richiedere l'EORI. Non ci sono requisiti di fatturato minimo. L'attività di importazione/esportazione deve solo essere coerente con il tuo codice ATECO.
👉 Apri direttamente: Verifica EORI e servizi doganali — percorso: ADM > Servizi Online > Verifica operatori economici
EORI e Amazon: come configurarlo in Seller Central
Amazon richiede il codice EORI in diverse situazioni operative. La configurazione corretta evita blocchi delle spedizioni FBA e problemi con i rimborsi IVA.
Dove inserire l'EORI su Amazon:
- Vai in Seller Central > Impostazioni > Informazioni account > Impostazioni fiscali
- Nella sezione "Informazioni IVA" trovi il campo dedicato al codice EORI
- Inserisci il codice completo (IT + 15 cifre) senza spazi
- Salva e verifica che compaia nelle tue impostazioni
Quando Amazon usa il tuo EORI:
- Import FBA: quando crei piani di spedizione verso magazzini Amazon UE da fornitori extra-UE
- Pan-European FBA: per lo sdoganamento automatico delle merci distribuite tra i centri logistici europei
- Programma IOSS: se vendi a clienti UE da stock UK o extra-UE sotto i 150€
- Reportistica IVA: per le dichiarazioni INTRASTAT e i rimborsi IVA all'importazione
Tabella costi sdoganamento con e senza EORI:
| Scenario | Con EORI proprio | Senza EORI (corriere) | Differenza |
|---|---|---|---|
| Importazione 1.000€ | Dazio + IVA diretta | Dazio + IVA + anticipo corriere (15-25€) + commissione (2-4%) | +35-65€ |
| Gestione pratiche | Diretta o spedizioniere di fiducia | Corriere impone il suo | Controllo totale |
| Tempi sdoganamento | 24-72h standard | 48-96h (attesa documenti) | -50% tempo |
| Rimborso IVA | Diretto in dichiarazione | Richiesta separata complessa | Risparmio contabile |
Errore comune: molti seller inseriscono l'EORI solo la prima volta che Amazon lo richiede esplicitamente. Va configurato subito, anche se lavori solo con fornitori UE, perché alcune funzionalità (come il Pan-EU) potrebbero attivarsi automaticamente.
Dogana e IVA: il regime IOSS per l'e-commerce
L'Import One Stop Shop (IOSS) è il regime fiscale introdotto dall'UE nel 2021 per semplificare le vendite B2C di beni sotto i 150€ importati da Paesi extra-UE. Per l'e-commerce italiano è fondamentale per restare competitivi con venditori extra-UE.
Come funziona:
- Ti registri al portale IOSS dell'Agenzia delle Entrate con il tuo EORI
- Ottieni un codice IOSS univoco (formato IM + identificativo)
- Dichiari e paghi l'IVA delle vendite B2C sotto 150€ con una dichiarazione mensile unica
- I clienti UE non pagano IVA alla consegna (sdoganamento semplificato)
- Le merci entrano in UE senza blocchi doganali per IVA
Vantaggi concreti:
- Esperienza cliente migliorata: nessuna sorpresa di costi alla consegna
- Conversione più alta: il 68% dei carrelli abbandonati nell'e-commerce transfrontaliero è causato da costi doganali inattesi
- Competitività: i marketplace cinesi usano IOSS massivamente, senza sei fuori mercato
Caso pratico:
Vendi su Amazon.it accessori per smartphone a 29,90€. Fornitore cinese. Stock in UK (post-Brexit).
- Senza IOSS: il cliente italiano paga 29,90€ + 6,58€ IVA alla consegna + eventuale commissione corriere (fino a 15€) = totale percepito 51,48€
- Con IOSS: il cliente paga 29,90€ tutto incluso, tu dichiari e versi il 22% (6,58€) mensilmente all'Agenzia delle Entrate
Risultato: tasso di conversione aumenta del 35-40% (dati medi settore fashion/elettronica).
Limitazioni IOSS:
- Valore massimo per spedizione: 150€ (oltre questo soglia, sdoganamento tradizionale)
- Solo beni fisici B2C (non servizi, non B2B)
- Serve EORI valido e registrazione IOSS attiva
- Dichiarazione mensile obbligatoria anche con zero operazioni
👉 Apri direttamente: Registrazione IOSS Agenzia delle Entrate — percorso: Agenzia Entrate > Servizi per > Imprese e professionisti > IOSS
Operazioni pratiche: sdoganamento e documentazione necessaria
Gestire lo sdoganamento in autonomia richiede documentazione precisa. Gli errori più comuni costano ritardi (media 7-10 giorni) e sanzioni (da 250€ a 2.500€ secondo gravità).
Documenti obbligatori per ogni importazione:
- Fattura commerciale (Commercial Invoice): emessa dal fornitore extra-UE, con descrizione merci, valore, Incoterms, peso, codice HS (armonizzato doganale)
- Bill of Lading (BL) o Air Waybill (AWB): documento di trasporto che attesta proprietà/spedizione merci
- Packing List: dettaglio dei colli, pesi netti/lordi, dimensioni
- Certificati di origine: per usufruire di dazi ridotti se esistono accordi commerciali UE con il Paese esportatore
- Autorizzazioni specifiche: per prodotti regolamentati (elettronici con marchio CE, cosmetici, alimentari, etc.)
Il codice HS (Harmonized System):
È la classificazione doganale a 6-10 cifre che identifica ogni prodotto. Determina l'aliquota di dazio. Esempi:
| Prodotto | Codice HS | Dazio medio UE |
|---|---|---|
| Custodia smartphone in silicone | 3926.90.97 | 6,5% |
| Smartwatch | 8517.62.00 | 0% |
| Abbigliamento cotone | 6109.10.00 | 12% |
| Giocattoli plastica | 9503.00.70 | 4,7% |
Errore frequente: indicare descrizioni generiche ("electronic goods") invece che specifiche. La dogana può riclassificare la merce con dazio più alto o bloccare lo sdoganamento per accertamenti.
Incoterms e responsabilità:
- EXW (Ex Works): ritiri tu dal fornitore, gestisci tutto
- FOB (Free On Board): fornitore consegna al porto, tu gestisci da lì
- CIF (Cost Insurance Freight): fornitore consegna al porto UE, sdogani tu
- DDP (Delivered Duty Paid): fornitore sdogana e consegna (il più semplice ma costoso)
Per l'e-commerce, il DDP è ideale se hai volumi bassi e non vuoi gestire pratiche. Con volumi oltre 10.000€/mese, conviene FOB o CIF con spedizioniere di fiducia.
Calcolo costi totale importazione esempio:
Importi 500 power bank dalla Cina:
- Valore merce FOB: 2.500€
- Trasporto aereo: 450€
- Assicurazione: 50€
- Valore CIF (base imponibile dogana): 3.000€
- Dazio (2,5% per power bank - HS 8507.60): 75€
- Base IVA: 3.075€
- IVA (22%): 676,50€
- Totale costi import: 751,50€
- Costo finale per unità: (2.500 + 450 + 50 + 751,50) / 500 = 7,50€
A questo aggiungi eventuali costi spedizioniere (150-300€ per pratica) se non gestisci direttamente.
Errori da evitare e sanzioni doganali
Le violazioni delle norme doganali nell'e-commerce costano care e bloccano l'attività. L'Agenzia delle Dogane ha intensificato i controlli sugli operatori e-commerce dal 2022.
Top 5 errori che costano di più:
Sottovalutazione delle merci: dichiari 1.000€ per un carico che vale 5.000€ per pagare meno dazio. Sanzione: dal 100% al 200% dei diritti evasi + sequestro merce + segnalazione penale oltre certe soglie.
Classificazione HS errata: usi un codice con dazio più basso di quello corretto. Sanzione: regolarizzazione con interessi + da 250€ a 2.500€. La dogana può effettuare controlli fino a 5 anni dopo.
Mancato uso EORI: fai operare il corriere senza fornire EORI proprio. Perdi diritto a rimborso IVA e paghi commissioni maggiorate (media +22% sul totale diritti).
Documenti incompleti: fattura senza codice HS, descrizioni generiche, packing list mancante. Risultato: fermo amministrativo 7-15 giorni + costi magazzino dogana (3-8€/giorno per bancale).
IOSS non dichiarato: usi regime IOSS ma non emetti dichiarazione mensile. Sanzione: dal 120% al 240% dell'imposta non dichiarata + esclusione dal regime.
Caso reale anonimizzato (cliente Guerrilla Commerce 2023):
Seller abbigliamento, importa da Bangladesh 2.000 t-shirt valore dichiarato 3.000€ (valore reale 8.000€). Controllo scanner dogana Genova rileva incongruenza. Accertamento:
- Dazio evaso: 960€ (12% su 5.000€ di differenza)
- IVA evasa: 1.331,20€ (22% su 6.050€)
- Sanzione: 4.582€ (200% dell'evaso)
- Costi procedura: 850€
- Totale pagato: 7.723,20€ vs 2.291€ che avrebbe dovuto pagare correttamente
Buone pratiche:
- Usa sempre un software gestionale che integra classificazione HS automatica
- Confronta il valore dichiarato con i prezzi di mercato del prodotto (la dogana lo fa)
- Conserva tutta la documentazione per 10 anni (termine accertamenti doganali in Italia)
- Per prodotti regolamentati, verifica su portale TARIC UE dazi e restrizioni prima dell'acquisto
- Considera un consulente doganale per i primi 6 mesi se importi oltre 50.000€/anno
Supporto ufficiale:
L'Agenzia delle Dogane offre il servizio "Binding Tariff Information" (BTI): richiedi la classificazione ufficiale di un prodotto prima dell'importazione. Valida 3 anni, ti protegge da contestazioni. Tempi: 60-90 giorni, gratuito.