Manuale Fiscalità Italia IVA e Normativa
Fiscalità ItaliaIVA e Normativa

Fatturazione b2b marketplace: guida pratica

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La fatturazione B2B sui marketplace segue regole IVA differenti dalla vendita B2C: quando vendi a un'azienda con partita IVA intracomunitaria, applichi il reverse charge (fattura senza IVA con dicitura art. 7-ter DPR 633/72), mentre per aziende italiane emetti fattura con IVA ordinaria. Su Amazon Business e altri marketplace B2B, devi verificare la validità della partita IVA tramite VIES, gestire correttamente i codici destinatario/PEC per la fatturazione elettronica, e conservare le dichiarazioni d'intento per operazioni esenti. La responsabilità fiscale resta sempre del venditore, anche quando il marketplace facilita la transazione.

Come funziona il sistema fiscale B2B sui marketplace

Quando vendi su marketplace in modalità B2B, operi in un contesto fiscale radicalmente diverso dalla vendita al consumatore finale. Il marketplace (Amazon, eBay, Alibaba) funge da intermediario, ma tu rimani il soggetto passivo IVA responsabile dell'emissione della fattura.

Differenze fondamentali B2B vs B2C:

Aspetto B2C B2B
Destinatario Consumatore privato Azienda con P.IVA
Documento fiscale Fattura semplificata/scontrino Fattura elettronica obbligatoria
IVA Sempre applicata Dipende dalla localizzazione
Verifica fiscale Non richiesta VIES obbligatorio per UE
Responsabilità Venditore Venditore + verifiche documentali

Su Amazon Business, ad esempio, l'acquirente inserisce la propria partita IVA al momento dell'ordine. Il sistema ti notifica che si tratta di transazione B2B, ma non emette la fattura al posto tuo. Dovrai generarla dal tuo gestionale entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione (spedizione della merce).

Per vendite a clienti business italiani, emetti fattura elettronica tramite SDI con:

  • Codice destinatario a 7 cifre (se disponibile)
  • PEC dell'azienda acquirente
  • Natura operazione N1-N7 se applicabile

Il marketplace fornisce nei report di vendita i dati fiscali del cliente, ma verifica sempre la corrispondenza: errori nel codice destinatario causano lo scarto della fattura e potenziali sanzioni da 250 a 2.000€.

Reverse charge e vendite intracomunitarie: come gestirle

Il reverse charge è il meccanismo che sposta l'obbligo di versamento IVA dal venditore all'acquirente. Si applica alle cessioni intracomunitarie (vendite a aziende UE) e ad alcune operazioni nazionali specifiche.

Quando applicare il reverse charge sui marketplace:

1. Vendita a cliente UE con partita IVA valida:

  • Verifichi la P.IVA su VIES (https://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/)
  • Emetti fattura a 0% IVA
  • Inserisci la dicitura: "Operazione non soggetta - inversione contabile art. 7-ter DPR 633/72"
  • Codice IVA in fattura elettronica: N3.2 (cessione intracomunitaria)

Esempio concreto: Vendi componenti elettronici per 1.500€ a un'azienda tedesca tramite Amazon Business. La partita IVA tedesca risulta attiva su VIES. Fattura:

Imponibile: €1.500,00
IVA 22%: €0,00
Totale: €1.500,00
Natura: N3.2 - Non imponibili - cessioni intracomunitarie
Note: Inversione contabile art. 7-ter DPR 633/72

2. Vendita a cliente italiano - reverse charge interno: Si applica solo per categorie merceologiche specifiche (elettronica, telefonia, console, tablet - art. 17 co. 6 lett. c DPR 633/72). Su marketplace è raro perché riguarda cessioni tra operatori della filiera, non vendite dirette.

3. Obblighi amministrativi correlati:

  • Modello INTRASTAT mensile se superi €50.000 annui di cessioni UE
  • Registro delle cessioni intracomunitarie
  • Conservazione documentazione VIES per 10 anni

Errore comune: applicare reverse charge a cliente extra-UE. Per vendite B2B verso UK (post-Brexit), Svizzera, USA, emetti fattura a 0% IVA con natura N3.1 (non imponibili - esportazioni), previa documentazione doganale di uscita merce dall'UE.

Su Amazon, il programma Pan-European FBA complica la situazione: se la merce parte da un magazzino Amazon in Germania verso cliente francese, potrebbe configurarsi come cessione intracomunitaria dalla Germania, non dall'Italia. Consulta sempre un commercialista per strutture logistiche multi-paese.

Fatturazione elettronica B2B: obblighi e tempistiche

Dal 1° gennaio 2019, tutte le operazioni B2B tra soggetti IVA italiani richiedono fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI). Questo vale anche per vendite su marketplace.

Processo operativo per vendita B2B su marketplace:

  1. Ricezione ordine: Amazon/eBay ti notifica l'ordine con dati fiscali cliente
  2. Verifica dati: controlli P.IVA su AdE, codice destinatario, PEC
  3. Emissione fattura: entro 12 giorni dalla spedizione (data effettuazione operazione)
  4. Invio SDI: tramite tuo gestionale o commercialista
  5. Conservazione: 10 anni in formato digitale

Tempistiche critiche:

Evento Termine Sanzione se ritardo
Emissione fattura 12 giorni da spedizione 90-180% IVA (minimo €500)
Invio SDI Immediato dopo emissione Come sopra
Registrazione contabile Entro liquidazione IVA periodo €500-€2.000
Conservazione digitale Entro 3 mesi da chiusura dichiarazione €1.000-€8.000

Dati obbligatori in fattura B2B marketplace:

  • Numero progressivo univoco
  • Data emissione e data operazione (se diversa)
  • Dati completi venditore (P.IVA, indirizzo, regime fiscale)
  • Dati completi acquirente (denominazione, P.IVA/CF, indirizzo)
  • Codice destinatario o PEC
  • Descrizione dettagliata merce
  • Imponibile, aliquota IVA, imposta
  • Numero d'ordine marketplace (come riferimento)

Campo note raccomandato: "Vendita effettuata tramite Amazon.it - Ordine n. XXX-XXXXXXX-XXXXXXX"

Alcuni marketplace come eBay non forniscono automaticamente codice destinatario. In questi casi:

  • Richiedi il dato al cliente via messaggio interno
  • Se non ottieni risposta, inserisci "0000000" e PEC
  • Se anche PEC manca, inserisci "0000000": fattura finirà nell'area riservata acquirente su AdE

Attenzione: con codice 0000000, l'acquirente deve scaricare manualmente la fattura dall'area riservata AdE. Molte aziende non lo fanno, generando solleciti e problemi amministrativi. Meglio ritardare la spedizione di 24h e ottenere i dati corretti.

Gestione IVA e dichiarazioni d'intento

Le dichiarazioni d'intento sono documenti con cui un esportatore abituale comunica al fornitore (tu) di voler acquistare senza IVA, utilizzando il plafond maturato dalle proprie esportazioni.

Scenario sui marketplace B2B:

Un'azienda italiana che esporta abitualmente (vendite extra-UE > 10% del fatturato annuo) può acquistare da te senza IVA presentando dichiarazione d'intento. Questo accade raramente su marketplace generalisti, più spesso su piattaforme B2B specializzate.

Procedura operativa:

  1. Ricezione dichiarazione: cliente invia copia tramite messaggio marketplace o email
  2. Verifica telematica: controlli validità su portale AdE inserendo protocollo
  3. Emissione fattura: se valida, fatturi senza IVA con riferimento a protocollo
  4. Annotazione: "Operazione non imponibile art. 8 c. 1 lett. c) DPR 633/72 - Dichiarazione d'intento n. XXXXXX del GG/MM/AAAA"

Verifica dichiarazione d'intento:

👉 Apri direttamente: Verifica dichiarazioni d'intento — percorso: Servizi > Servizi online > Dichiarazioni d'intento > Consultazione

Errori da evitare:

  • Accettare dichiarazione scaduta: validità dal ricevimento AdE, non dalla data documento
  • Non verificare plafond residuo: se cliente ha esaurito il plafond, devi applicare IVA
  • Emettere fattura prima di verifica: se dichiarazione invalida, sei responsabile dell'IVA non incassata

Gestione IVA esigibilità differita:

Alcune vendite B2B prevedono IVA ad esigibilità differita (pagamento posticipato). Su marketplace è complicato perché:

  • Il marketplace accredita subito l'importo (al netto commissioni)
  • La fattura può avere scadenza pagamento diversa
  • Devi monitorare separatamente l'incasso effettivo

Soluzione pratica: configura il gestionale per rilevare l'IVA esigibile solo all'incasso effettivo (art. 6 co. 5 DPR 633/72), annotando in fattura "IVA ad esigibilità differita - art. 6 co. 5". Tuttavia, verifica con il commercialista l'applicabilità al tuo caso: alcune categorie merceologiche sono escluse.

Configurazione account marketplace per vendite B2B

Amazon Business, eBay Business Supply, e altre piattaforme richiedono configurazioni specifiche per gestire correttamente le transazioni B2B.

Setup Amazon Business:

👉 Apri direttamente: Impostazioni fiscali Seller Central — percorso: Impostazioni > Informazioni fiscali > Impostazioni IVA

Configurazione necessaria:

  1. Abilitazione vendite B2B: in Seller Central > Programmi e funzionalità > Amazon Business
  2. Sconti quantità: imposti prezzi differenziati per volumi (opzionale)
  3. Fatturazione: Amazon NON emette fatture B2B, solo ricevute d'acquisto
  4. Report fiscali: scarichi report con P.IVA acquirenti da Report > Pagamenti > Transazioni

Dati forniti da Amazon per fatturazione:

  • Denominazione sociale acquirente
  • Partita IVA
  • Indirizzo fiscale
  • Importo pagato (incluse commissioni Amazon)

Problema comune: Amazon fornisce l'importo lordo pagato dal cliente, ma trattiene le commissioni. Esempio:

Cliente paga: €1.000,00
Commissione Amazon (15%): €150,00
Accredito venditore: €850,00

Cosa fatturi? Devi emettere fattura per €1.000,00 (importo della cessione), non €850,00. Le commissioni Amazon sono un costo tuo, da fatturare separatamente da Amazon Europe Core SARL.

eBay Business Supply:

Per vendere B2B su eBay, abiliti "Fattura elettronica" nelle preferenze venditore. eBay mostra il badge "Fattura disponibile" negli annunci, ma:

  • Non gestisce l'emissione fattura
  • Non fornisce automaticamente codice destinatario
  • Devi comunicare con acquirente post-vendita

Best practice: inserisci nell'annuncio: "Per acquisti business, comunicare P.IVA completa, codice destinatario e PEC prima del pagamento per corretta emissione fattura elettronica."

Etsy B2B (mercato nascente):

Etsy non ha un programma B2B strutturato. Per vendite ad aziende:

  • Inserisci nelle policy del negozio la disponibilità a fattura B2B
  • Gestisci comunicazione via messaggio Etsy
  • Emetti fattura manualmente dopo ricezione dati

Errori comuni e come evitarli

1. Fatturare l'importo netto invece del lordo

Errore più frequente: fatturi €850 (quanto hai incassato) invece di €1.000 (prezzo di vendita).

Conseguenza: sottrazione di base imponibile, evasione IVA, sanzioni 90-180% dell'imposta.

Soluzione: riconcilia sempre report marketplace con fatture emesse. Crea foglio di calcolo:

Ordine Prezzo vendita Commissione Incasso Importo fattura IVA fattura
001 €1.000 €150 €850 €1.000 €220

2. Non verificare VIES prima del reverse charge

Emetti fattura senza IVA per cliente tedesco, ma P.IVA non era valida su VIES.

Conseguenza: operazione considerata nazionale, devi IVA 22% + sanzioni + interessi.

Soluzione: automatizza verifica VIES nel gestionale, conserva screenshot con timestamp della verifica.

3. Ritardare emissione fattura oltre 12 giorni

Spedisci il 5 del mese, emetti fattura il 20 (oltre 12 giorni).

Conseguenza: fattura irregolare, sanzione minimo €500.

Soluzione: workflow automatico:

  • Giorno 0: spedizione → segna data in CRM
  • Giorno 10: alert automatico per emissione fattura
  • Giorno 12: deadline assoluta

4. Codice destinatario errato

Inverti due cifre: 1234567 invece di 1243567.

Conseguenza: SDI scarta fattura, cliente non riceve documento, blocchi amministrativi, possibili contestazioni.

Soluzione: doppio controllo manuale, chiedi conferma al cliente via messaggio prima dell'invio.

5. Non distinguere cessioni intracomunitarie da nazionali

Cliente con sede in Germania ma P.IVA italiana (succursale). Applichi reverse charge pensando sia intracomunitario.

Conseguenza: fattura irregolare, IVA non versata.

Soluzione: verifica sia il prefisso P.IVA sia l'indirizzo di destinazione merce. Se merce va in Italia, è operazione nazionale anche con P.IVA estera.

Strumenti e software per automatizzare

Gestire manualmente fatturazione B2B su marketplace con volume >50 ordini/mese diventa insostenibile. Strumenti consigliati:

Gestionali cloud con integrazione marketplace:

  • Danea Easyfatt (da €20/mese): integrazione nativa Amazon/eBay, invio SDI incluso
  • TeamSystem Fatture in Cloud (da €9,90/mese): API Amazon, workflow automatizzati
  • Aruba Fatturazione Elettronica (da €25/anno + €0,10/fattura): economico per bassi volumi

Funzionalità indispensabili:

  • Import automatico ordini da marketplace
  • Verifica P.IVA VIES integrata
  • Template fattura con nature IVA pre-configurate
  • Invio automatico SDI
  • Conservazione sostitutiva a norma

Software specializzati marketplace:

  • Sellermania (da €49/mese): gestisce multi-marketplace, generazione fatture inclusa
  • ChannelEngine (prezzi custom): per grossi volumi, integra logistica + fatturazione

Costo medio gestione fatturazione B2B:

Volume ordini B2B/mese Soluzione Costo mensile
<20 Gestionale base + commercialista €50-100
20-100 Gestionale integrato €100-200
100-500 Software specializzato + consulente €300-600
>500 Piattaforma enterprise €1.000+

ROI dell'automazione:

Tempo medio emissione fattura manuale: 8-12 minuti Tempo medio automatizzato: <1 minuto

Con 100 ordini B2B/mese:

  • Risparmio: 18 ore/mese
  • Valore orario medio: €25-40
  • Risparmio mensile: €450-720

Investimento in software (€150/mese) si ripaga in meno di un mese, considerando anche riduzione errori e sanzioni.

Normativa fiscale di riferimento

Fonti normative principali:

  • DPR 633/1972 (Istituzione IVA): artt. 7-ter (reverse charge), 8 (esportazioni), 17 (inversione contabile)
  • D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica B2B obbligatoria
  • Provv. Agenzia Entrate 30/04/2018: specifiche tecniche fattura elettronica
  • Reg. UE 282/2011: norme IVA cessioni intracomunitarie

Interpretazioni Agenzia Entrate rilevanti:

  • Circolare 18/E/2013: qualificazione operazioni e-commerce
  • Risposta interpello 359/2019: fatturazione marketplace con stoccaggio estero
  • Risposta interpello 148/2020: reverse charge cessioni intracomunitarie da magazzino FBA

Aggiornamento One Stop Shop (OSS):

Dal 1° luglio 2021, regime OSS per vendite B2C intracomunitarie. Non si applica a B2B, che rimane regolato da reverse charge classico. Ma attenzione: se vendi sia B2B che B2C su marketplace con stoccaggio multi-paese, devi gestire due regimi paralleli.

Sanzioni principali (riferimento art. 6 D.Lgs. 471/97):

  • Omessa fatturazione: 90-180% IVA (minimo €500)
  • Fattura irregolare: €250-€2.000
  • Tardiva registrazione: 1-5% operazioni non registrate
  • Omessa conservazione: €1.000-€8.000

Prescrizione: 5 anni (termine ordinario accertamento IVA).

Domande frequenti

Posso gestire vendite B2B su Amazon senza partita IVA?

No. Qualsiasi vendita B2B richiede partita IVA attiva e iscrizione VIES per operazioni intracomunitarie. Amazon Business non consente registrazione seller senza P.IVA. Devi essere ditta individuale, società o professionista con partita IVA ordinaria (non regime forfettario per volumi significativi).

Quanto tempo ho per emettere fattura dopo la vendita?

12 giorni dalla data di effettuazione dell'operazione (spedizione della merce). Per vendite con consegna immediata (download digitali), l'operazione si considera effettuata al momento del pagamento. Il termine è perentorio: superarlo comporta sanzioni da €500 in su anche per ritardi di un solo giorno.

Devo emettere fattura anche se Amazon mi paga in ritardo?

Sì. La fattura segue la data di effettuazione dell'operazione (spedizione), non l'incasso. Il pagamento da parte di Amazon è un evento separato. Se Amazon paga dopo 14 giorni, tu devi comunque fatturare entro 12 giorni dalla spedizione. Questo vale anche per contestazioni o resi: emetti fattura, eventualmente seguita da nota di credito se il cliente restituisce la merce.

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