Manuale Fiscalità Italia IVA e Normativa
Fiscalità ItaliaIVA e Normativa

Iva su commissioni marketplace: guida pratica

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Le commissioni dei marketplace come Amazon, eBay ed Etsy sono soggette a IVA al 22% in Italia quando il servizio è reso da un fornitore UE o extra-UE con stabile organizzazione nell'Unione Europea. Il marketplace emette fattura con IVA esposta, che il venditore italiano con partita IVA può detrarre integralmente come costo d'impresa. Se il fornitore del servizio è extra-UE senza presenza in Europa, si applica il reverse charge: il venditore integra la fattura con IVA al 22%, la versa e la detrae contestualmente, con impatto neutro. Amazon Europe applica IVA ordinaria sulle commissioni, mentre alcuni servizi pubblicitari seguono meccanismi diversi. Ogni marketplace indica chiaramente il regime applicato nei documenti fiscali mensili.

Come viene applicata l'IVA sulle commissioni Amazon

Amazon Europe applica IVA al 22% sulla maggior parte delle commissioni addebitate ai venditori italiani. Le voci principali soggette a IVA includono:

Commissioni di vendita: calcolate come percentuale sul prezzo di vendita (IVA esclusa) del prodotto, variano dal 7% al 15% a seconda della categoria merceologica. Un venditore che vende un elettrodomestico a 100€ + IVA con commissione del 12% paga 12€ + 2,64€ di IVA (22%) = 14,64€ totali.

Quota abbonamento Professional: 39€ + IVA mensili diventano 47,58€ totali. Amazon emette fattura con IVA esposta che il venditore riceve attraverso Seller Central in formato PDF.

Costi FBA (Logistica di Amazon): tariffe di stoccaggio, preparazione e spedizione sono soggette a IVA. Un prodotto standard sotto 500g costa circa 3,50€ + IVA per la gestione, con IVA detraibile.

Servizi pubblicitari: le campagne Sponsored Products, Brands e Display seguono un meccanismo particolare. Fino al 2021, Amazon Advertising applicava reverse charge. Dal 2021, Amazon Ads applica IVA ordinaria al 22% per i venditori italiani, emettendo fattura regolare con IVA esposta.

👉 Consulta i documenti fiscali: Seller Central - Rapporti fiscali — percorso: Menu ☰ > Rapporti > Libreria documenti fiscali

Amazon Europe genera mensilmente un documento di riepilogo fiscale che elenca tutte le commissioni, l'IVA applicata e l'importo totale addebitato. Il venditore italiano con partita IVA può detrarre l'IVA pagata sulle commissioni dalla propria liquidazione periodica, riducendo il carico fiscale effettivo.

Differenza tra IVA ordinaria e reverse charge sui marketplace

Il regime IVA applicato dipende dalla residenza fiscale del fornitore del servizio marketplace:

Regime ordinario (IVA esposta dal marketplace):

  • Si applica quando il marketplace ha sede UE o stabile organizzazione in Italia/UE
  • Amazon Europe Core Sàrl (Lussemburgo) emette fattura con IVA lussemburghese o italiana
  • eBay Europe Sàrl applica IVA ordinaria
  • Il venditore riceve fattura già compilata con IVA al 22%
  • Detrazione immediata e semplice nella liquidazione IVA

Regime reverse charge (inversione contabile):

  • Si applica quando il fornitore è extra-UE senza presenza europea
  • Il marketplace emette documento senza IVA
  • Il venditore italiano deve integrare il documento applicando IVA al 22%
  • L'IVA integrata va versata e contemporaneamente detratta
  • Impatto a saldo zero, ma obbligo di registrazione contabile
Aspetto IVA Ordinaria Reverse Charge
Chi applica l'IVA Marketplace Venditore (integrazione)
Fattura ricevuta Con IVA esposta Senza IVA
Codice IVA 22% standard Art. 7-ter DPR 633/72
Detrazione Diretta Dopo integrazione
Registrazione contabile Semplice (acquisto) Doppia (integrazione + detrazione)
Impatto finanziario Anticipo IVA Neutro

Esempio pratico: un venditore paga 500€ di commissioni mensili ad Amazon.

  • Con IVA ordinaria: riceve fattura da 610€ (500 + 110 IVA). Detrae 110€ nella liquidazione IVA. Esborso effettivo: 610€ subito, recupero 110€ in compensazione.

  • Con reverse charge: riceve documento da 500€. Integra con IVA 110€, versa 110€ e detrae 110€. Esborso effettivo: 500€. Zero impatto IVA, ma gestione contabile più complessa.

Per il commercialista, il reverse charge richiede l'integrazione del documento entro il 15 del mese successivo e la registrazione nel registro vendite e acquisti. La maggior parte dei marketplace europei applica ormai IVA ordinaria per semplificare gli adempimenti.

IVA sulle commissioni eBay ed Etsy: casi specifici

eBay Italia: eBay Europe Sàrl (Svizzera) fornisce servizi ai venditori italiani applicando IVA ordinaria al 22%. Le commissioni eBay si compongono di:

  • Tariffa di inserzione: generalmente gratuita per i primi 200 annunci/mese, poi 0,35€ + IVA
  • Commissione sul valore finale: dal 3,5% al 12,9% del prezzo totale (prodotto + spedizione), più IVA al 22%
  • Commissione PayPal/pagamenti: circa 3,4% + 0,35€ per transazione, con IVA inclusa nelle tariffe PayPal

Esempio: vendita di una fotocamera usata a 300€. Commissione eBay 10% = 30€ + 6,60€ IVA. Totale addebitato: 36,60€. Il venditore con P.IVA detrae i 6,60€.

👉 Controlla le fatture: eBay - Account > Fatture — percorso: Il mio eBay > Account > Fatture

eBay emette fattura mensile che raccoglie tutte le commissioni del periodo. Per i venditori occasionali senza partita IVA, l'IVA è un costo non recuperabile che riduce il margine netto.

Etsy: Etsy Ireland UC applica IVA irlandese (23%) per i servizi base, ma per i venditori italiani spesso emerge IVA al 22% per servizi localizzati. Le commissioni Etsy includono:

  • Tariffa di inserzione: 0,20 USD (circa 0,18€) + IVA per prodotto, rinnovo ogni 4 mesi
  • Commissione sulla transazione: 6,5% del prezzo visualizzato (inclusa spedizione) + IVA
  • Commissione sul pagamento: 4% + 0,30€ per transazione (Etsy Payments), con IVA

Esempio: vendita di un gioiello artigianale a 50€. Commissione transazione 6,5% = 3,25€ + 0,72€ IVA + commissione pagamento 2,30€ + 0,51€ IVA. Totale commissioni: 6,78€ con IVA detraibile di 1,23€.

Etsy genera estratti conto mensili con il dettaglio delle commissioni e l'IVA applicata. La piattaforma converte le commissioni da USD a EUR al tasso del giorno di addebito, creando piccole variazioni mensili.

Differenza chiave: eBay applica commissioni più variabili (dipendono dalla categoria), mentre Etsy ha percentuali fisse ma costi di inserzione ricorrenti. Entrambe permettono la detrazione IVA completa per i venditori business.

Come detrarre l'IVA sulle commissioni: procedura contabile

La detrazione dell'IVA sulle commissioni marketplace segue le regole ordinarie dell'IVA sui costi d'impresa. Ecco la procedura operativa:

1. Raccolta documenti fiscali: Ogni marketplace fornisce documenti fiscali mensili (fatture o documenti equivalenti) scaricabili dall'area riservata. Amazon li rende disponibili in "Libreria documenti fiscali" entro il 10 del mese successivo. eBay invia la fattura via email e la pubblica nell'account. Etsy genera estratti conto dettagliati nella sezione "Pagamenti > Estratti conto mensili".

2. Registrazione contabile: Il commercialista registra il documento nel registro IVA acquisti, riportando:

  • Fornitore: Amazon Europe Core Sàrl (o altro marketplace)
  • Importo imponibile: totale commissioni
  • IVA: 22% dell'imponibile
  • Data: data documento (non data addebito)
  • Causale: commissioni marketplace

3. Liquidazione periodica: L'IVA sulle commissioni si detrae nella liquidazione IVA periodica (mensile o trimestrale):

  • Mensile: detrazione nel mese del documento
  • Trimestrale: detrazione nel trimestre di competenza

Un venditore con 1.000€ di commissioni mensili paga 220€ di IVA, che deduce dalle vendite. Se ha venduto 10.000€ + 2.200€ IVA, versa all'Erario: 2.200 - 220 = 1.980€ invece di 2.200€.

4. Casi particolari:

Regime forfettario: i venditori in regime forfettario (ricavi sotto 85.000€/anno) non scaricano l'IVA. Le commissioni marketplace sono costi del 100% non detraibili. L'IVA pagata è un costo effettivo che riduce il margine.

Pro-rata: venditori con attività miste (operazioni imponibili ed esenti) detraggono l'IVA in proporzione. Se il 30% del fatturato è esente, la detrazione IVA sulle commissioni è ridotta al 70%.

Reverse charge: quando applicabile, il venditore integra il documento ricevuto:

  • Registra nel registro vendite: 1.000€ imponibile + 220€ IVA (debito)
  • Registra nel registro acquisti: 1.000€ imponibile + 220€ IVA (credito)
  • Effetto a saldo zero, ma doppia movimentazione

5. Conservazione documentale: I documenti fiscali dei marketplace vanno conservati per 10 anni in formato elettronico. Amazon e eBay forniscono PDF fatture già in formato digitale conforme. Si consiglia backup periodico su cloud o sistemi aziendali, poiché i marketplace garantiscono l'accesso storico limitato (solitamente 24 mesi online).

Marketplace extra-UE e regimi speciali: Wish, Alibaba, altri

I marketplace extra-UE presentano casistiche IVA più complesse, con applicazione frequente del reverse charge:

Wish (ContextLogic Inc., USA): Wish applica commissioni ai venditori (principalmente asiatici, ma anche europei) senza IVA europea. Per un venditore italiano che usa Wish:

  • Commissione media: 15% sul prezzo di vendita + 1$ per transazione
  • Wish emette documento senza IVA
  • Obbligatorio reverse charge: il venditore integra con IVA 22%
  • La detrazione compensa l'integrazione (impatto neutro)

In pratica, Wish è poco usato da venditori italiani per vendere (è platform di sourcing), quindi il caso è più teorico che pratico.

Alibaba.com (servizi B2B): Alibaba offre membership a pagamento (Gold Supplier) a fornitori, anche italiani che vogliono vendere B2B globale:

  • Costo annuale: 3.000-5.000 USD
  • Alibaba Group (Cina/Hong Kong) non applica IVA UE
  • Il venditore italiano integra con reverse charge
  • IVA 22% su 4.000€ = 880€ integrati, versati e detratti (neutro)

Altri marketplace minori:

  • Cdiscount (Francia): applica IVA francese (20%) se il venditore opera su cdiscount.fr
  • Kaufland.de: marketplace tedesco, applica IVA tedesca (19%) ai venditori
  • Rakuten (Francia): IVA francese 20%

Regola generale: marketplace con sede UE applicano IVA del paese di stabilimento (o localizzano al 22% per venditori italiani). Marketplace extra-UE richiedono reverse charge.

Tabella riepilogativa principali marketplace:

Marketplace Sede legale Regime IVA per IT Aliquota
Amazon Europe Lussemburgo IVA ordinaria 22% (localizzata)
eBay Europe Svizzera/Lux IVA ordinaria 22%
Etsy Irlanda IVA ordinaria 22% (localizzata)
Wish USA Reverse charge 22% (integrazione)
Alibaba Cina Reverse charge 22% (integrazione)
Cdiscount Francia IVA ordinaria 20% (FR)

Consigli operativi:

  • Verificare sempre la residenza fiscale del marketplace nella sezione "termini e condizioni"
  • Controllare il documento fiscale ricevuto: se manca IVA, applicare reverse charge
  • Consultare il commercialista prima di iniziare su marketplace extra-UE
  • Considerare l'impatto del reverse charge sulla gestione amministrativa (costo nascosto)

Per marketplace asiatici o americani, il reverse charge è standard. L'impatto IVA è neutro, ma la complessità contabile aumenta. La maggior parte dei venditori italiani si concentra su Amazon, eBay ed Etsy proprio per evitare complicazioni fiscali.

Errori comuni e come evitarli nella gestione IVA marketplace

Errore 1: Non detrarre l'IVA sulle commissioni Molti venditori neofiti, specialmente in regime ordinario, dimenticano di comunicare al commercialista le fatture marketplace. Risultato: pagano IVA che potrebbero detrarre, aumentando il costo effettivo delle commissioni del 22%.

Soluzione: creare un processo mensile fisso. Ogni inizio mese, scaricare tutte le fatture marketplace e inviarle al commercialista entro il 10. Usare cartelle cloud condivise (Google Drive, Dropbox) per automatizzare il passaggio.

Errore 2: Confondere regime forfettario e ordinario I venditori in forfettario non scaricano IVA. Alcuni credono erroneamente di poter detrarre l'IVA sulle commissioni anche in forfettario.

Soluzione: chiarire con il commercialista il regime fiscale applicato. In forfettario, calcolare i costi marketplace al lordo IVA (commissione + IVA = costo totale non recuperabile). Valutare il passaggio a regime ordinario oltre 40.000€ di ricavi per recuperare l'IVA.

Errore 3: Non integrare documenti reverse charge Quando un marketplace extra-UE invia documento senza IVA, alcuni venditori lo registrano così com'è, senza integrare. L'Agenzia delle Entrate in controllo rileva l'omessa integrazione, con sanzioni dal 90% al 180% dell'IVA.

Soluzione: verificare sempre la presenza di IVA nei documenti marketplace. Se assente, chiedere al commercialista se serve reverse charge. Integrare entro il 15 del mese successivo.

Errore 4: Confondere IVA su commissioni e IVA su vendite L'IVA sulle commissioni (costo) è diversa dall'IVA sulle vendite (ricavo). Alcuni venditori calcolano male il prezzo di vendita, sottraendo le commissioni già al lordo IVA invece che al netto.

Soluzione: calcolare sempre i margini al netto IVA. Esempio: prodotto venduto a 100€ + 22€ IVA. Commissione Amazon 15% = 15€ + 3,30€ IVA. Margine lordo: 100 - 15 = 85€ (non 100 - 18,30). L'IVA sulle commissioni si recupera, non è costo netto.

Errore 5: Non conservare i documenti fiscali I marketplace garantiscono accesso storico limitato (spesso 18-24 mesi). Dopo, i documenti scompaiono. In caso di controllo fiscale (fino a 5 anni indietro), il venditore non ha prove.

Soluzione: scaricare e archiviare immediatamente ogni documento fiscale. Backup automatici mensili su cloud. Organizzare per anno e mese (es. "2024/01_Gennaio/Amazon_fattura.pdf").

Errore 6: Ignorare le variazioni di aliquota o regime Amazon e altri marketplace possono cambiare regime IVA (es. passaggio da reverse charge a IVA ordinaria per servizi pubblicitari, avvenuto nel 2021).

Soluzione: monitorare le comunicazioni ufficiali dei marketplace. Amazon invia email ai venditori per modifiche fiscali importanti. Verificare periodicamente con il commercialista che il trattamento IVA applicato sia corretto.

Check-list mensile per gestione IVA marketplace:

  • Scaricare fatture Amazon, eBay, Etsy entro il 10 del mese
  • Verificare presenza IVA su tutti i documenti
  • Inviare documenti al commercialista entro il 15
  • Controllare che siano registrati in contabilità
  • Backup documenti su cloud
  • Verificare eventuali comunicazioni marketplace su modifiche fiscali

Seguire questa routine riduce gli errori e ottimizza il recupero IVA, abbassando il costo effettivo delle commissioni del 18-22%.

Domande frequenti

I venditori occasionali senza partita IVA possono detrarre l'IVA sulle commissioni marketplace?

No, solo i titolari di partita IVA in regime ordinario o semplificato possono detrarre l'IVA. I venditori occasionali pagano commissioni al lordo IVA come costo finale non recuperabile. L'IVA diventa parte del costo effettivo del servizio, riducendo il margine netto sulla vendita.

Le commissioni marketplace sono deducibili anche in regime forfettario?

Sì, ma solo come costo complessivo (imponibile + IVA), non come detrazione IVA. Il venditore forfettario considera il totale pagato al marketplace (es. 122€ per commissione 100€ + 22€ IVA) come costo deducibile forfettariamente secondo il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO (generalmente 40% per commercio).

Se Amazon addebita le commissioni il 30 del mese ma emette fattura datata 1° del mese dopo, quando detrarre l'IVA?

La detrazione IVA si basa sulla data del documento fiscale, non sulla data di addebito. Se la fattura è datata 1° febbraio, l'IVA si detrae nella liquidazione di febbraio (o del primo trimestre se trimestrali), indipendentemente dall'addebito bancario avvenuto a gennaio. Seguire sempre la data documento per la registrazione contabile.

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