Chi è obbligato a fornire i dati secondo la DAC7
Tutti i venditori che operano su marketplace digitali rientrano nell'ambito della DAC7, senza distinzione tra professionisti e privati. Le piattaforme raccolgono i dati di:
- Venditori occasionali che superano le soglie minime (30 transazioni o 2.000€ annui)
- Partite IVA individuali che vendono prodotti o servizi
- Società di qualsiasi forma giuridica (SRL, SNC, ecc.)
- Venditori non residenti in Italia ma che vendono sul marketplace .it
La soglia di 30 transazioni si riferisce al numero di ordini completati, non agli articoli venduti. Un ordine con tre prodotti conta come una transazione. La soglia dei 2.000€ considera il fatturato lordo, quindi il totale pagato dai clienti prima di commissioni e spese.
Se vendi su Amazon.it e realizzi 1.800€ con 35 transazioni, superi comunque la soglia e i tuoi dati vengono trasmessi. Se hai 25 transazioni per 2.500€, stesso risultato. I marketplace applicano la logica "OR": basta superare uno dei due parametri.
Cosa comunicano le piattaforme:
- Nome, cognome o ragione sociale
- Indirizzo fiscale completo
- Partita IVA o Codice Fiscale
- Numero totale di transazioni nell'anno
- Importo lordo complessivo dei ricavi
- Eventuali commissioni trattenute dalla piattaforma
- IBAN per i pagamenti ricevuti
Questi dati arrivano direttamente all'Agenzia delle Entrate italiana, che li incrocia con le dichiarazioni dei redditi presentate dai venditori.
Come i marketplace raccolgono le informazioni fiscali
Amazon, eBay, Etsy e altre piattaforme hanno implementato procedure obbligatorie di verifica dell'identità fiscale. Il processo varia leggermente per piattaforma, ma la sostanza è identica.
Su Amazon Seller Central, la sezione Informazioni fiscali richiede:
- Upload di un documento d'identità valido
- Conferma dell'indirizzo fiscale tramite bolletta o estratto conto
- Inserimento manuale di Partita IVA o Codice Fiscale
- Verifica del numero di telefono e email
Amazon invia notifiche via email quando mancano documenti. Se non completi la verifica entro 60 giorni dalla richiesta, l'account viene sospeso e non puoi ricevere pagamenti. La riattivazione richiede la compilazione completa dei dati.
Su eBay, il percorso è Account > Impostazioni > Informazioni fiscali. La piattaforma chiede un documento d'identità scannerizzato e la conferma dell'indirizzo. Per le partite IVA, verifica automaticamente la validità del numero inserito attraverso il sistema VIES europeo.
Su Etsy, trovi la sezione in Gestore del negozio > Impostazioni > Informazioni fiscali. Oltre ai documenti standard, Etsy richiede la conferma che i prodotti venduti rispettino le normative fiscali del Paese di destinazione.
Tutte le piattaforme conservano i documenti caricati e aggiornano annualmente le informazioni. Se cambi residenza fiscale o Partita IVA, devi aggiornare manualmente i dati entro 30 giorni.
Conseguenze fiscali concrete per i venditori italiani
La DAC7 non introduce nuove tasse, ma rende impossibile "dimenticare" di dichiarare i ricavi online. L'Agenzia delle Entrate riceve i dati entro gennaio e li confronta con le dichiarazioni presentate entro settembre-novembre dello stesso anno.
Scenario 1 - Venditore occasionale senza Partita IVA: Realizzi 4.500€ di ricavi su Vinted ed eBay vendendo abiti usati e oggetti di casa. Tecnicamente sono redditi diversi (art. 67 TUIR) e vanno dichiarati nel Modello Redditi PF se l'attività è continuativa. La vendita sporadica di beni personali usati non costituisce reddito imponibile, ma l'Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la "sporadicità" se le transazioni sono 80 in un anno. In caso di contestazione, serve dimostrare che non c'è intento commerciale.
Scenario 2 - Partita IVA regime forfettario: Fatturi 45.000€ su Amazon e altri 8.000€ su eBay. Entrambe le piattaforme comunicano i dati separatamente. Il totale di 53.000€ supera il limite di 85.000€ per il forfettario? No, ma devi comunque dichiarare correttamente entrambi i ricavi. Le commissioni Amazon (circa 15% = 6.750€) e eBay (circa 12% = 960€) non sono deducibili nel forfettario, ma riduci la base imponibile applicando il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO (es. 40% per commercio).
Scenario 3 - SRL che vende su marketplace: La società realizza 180.000€ di ricavi totali, di cui 95.000€ su Amazon. Amazon comunica i 95.000€ alle Entrate. La SRL deve emettere fattura elettronica via SDI per ogni transazione? No, Amazon funge da sostituto d'imposta per il marketplace. Tuttavia, i ricavi vanno registrati in contabilità ordinaria e le fatture Amazon (disponibili in Seller Central > Report > Documenti fiscali) devono coincidere con quanto dichiarato.
Rischi concreti di discrepanza: L'Agenzia delle Entrate incrocia i dati DAC7 con le dichiarazioni. Se il marketplace comunica 25.000€ e tu dichiari 18.000€, scatta l'accertamento automatico. Le sanzioni partono dal 90% al 180% dell'imposta non versata, più interessi. Un occultamento di 7.000€ in regime forfettario (imposta sostitutiva 15% = 1.050€) genera una sanzione minima di 945€ più l'imposta dovuta.
Adempimenti pratici per restare in regola
Quattro azioni concrete per evitare problemi con la DAC7:
1. Verifica i dati comunicati dalle piattaforme Amazon fornisce un report annuale scaricabile da Seller Central > Report > Documenti fiscali > Riepilogo annuale transazioni. Controlla che importi e numero di transazioni coincidano con la tua contabilità prima di presentare la dichiarazione dei redditi.
2. Conserva la documentazione per 10 anni Screenshot dei pagamenti, report di vendita, comunicazioni del marketplace. In caso di accertamento fiscale, devi dimostrare la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente guadagnato.
3. Allinea tutti i marketplace Se vendi su tre piattaforme diverse, tieni un foglio Excel con ricavi mensili per ciascuna. Le Entrate sommeranno tutti i dati ricevuti: Amazon 30.000€ + eBay 12.000€ + Etsy 5.000€ = 47.000€ totali da giustificare.
4. Considera l'apertura della Partita IVA Se superi stabilmente i 5.000€ annui di ricavi online con continuità (più di 4-5 mesi di vendite attive), l'Agenzia delle Entrate considera l'attività come abituale e professionale. La vendita occasionale perde validità fiscale. Il regime forfettario fino a 85.000€ annui applica un'aliquota agevolata del 5% (primi 5 anni) o 15% e semplifica la gestione.
👉 Per approfondire gli obblighi fiscali specifici: Agenzia delle Entrate - Commercio elettronico
La DAC7 ha eliminato la zona grigia fiscale dell'e-commerce. Ogni vendita lascia una traccia digitale che arriva automaticamente al Fisco. La compliance non è più un'opzione, è l'unico approccio sostenibile per chi vende online in modo serio.