Come funziona il meccanismo del capacity limit
Amazon assegna a ogni account una capacità stimata per il mese in corso e una previsione per i due successivi. Il calcolo considera:
- Velocità di vendita storica: quante unità vendi a settimana per ASIN.
- IPI: l'indice 0-1.000 che misura quanto gestisci bene l'inventario (giacenza in eccesso, sell-through, stock strandato, disponibilità).
- Stagionalità della rete: sotto Q4 lo spazio si restringe per tutti, perché i magazzini si saturano.
- Tipo di stoccaggio: limiti separati per standard, oversize/voluminoso e categorie particolari.
La logica di fondo è spietata ma semplice: Amazon presta spazio a chi lo trasforma in vendite. Un magazzino pieno di merce ferma è un costo per Amazon, e il capacity limit è lo strumento con cui lo scarica sui seller meno efficienti.
Dove controllare i tuoi limiti (e cosa guardare)
👉 Apri direttamente: Dashboard Pianificazione inventario — percorso: Menu ☰ > Inventario > Pianificazione inventario > scheda "Capacità".
I tre numeri da monitorare ogni settimana:
| Indicatore | Dove | Soglia di attenzione |
|---|---|---|
| Utilizzo capacità | Dashboard Capacità | Sopra l'85%: pianifica gli invii con priorità |
| IPI | Dashboard Prestazioni inventario | Sotto ~450: rischi riduzione limiti |
| Giacenza 60-90 giorni | Report Inventario in eccesso | Ogni unità oltre i 90 giorni erode l'IPI |
Cosa fare se il limite ti sta stretto
1. Alza il sell-through, non le scorte. La tentazione è chiedere più spazio; la soluzione è ruotare più veloce. Promozioni mirate, coupon e PPC sulle giacenze lente liberano capacità e alzano l'IPI insieme.
2. Usa il Capacity Manager. Amazon permette di richiedere capacità aggiuntiva indicando quanto sei disposto a pagare per metro cubo extra; paghi solo se la richiesta viene accolta, e la tariffa è compensata da crediti sulle vendite generate con quello spazio. Per lanci e Q4 è spesso un buon affare: fatti i conti sul margine prima di offrire.
3. Spezza gli invii. Non serve spedire 3 mesi di stock in una volta: invii più piccoli e frequenti (anche via prep center in Italia) tengono l'utilizzo sotto controllo e riducono il rischio di eccedenza.
4. Elimina lo stock morto. Ordini di rimozione o liquidazione delle unità che non ruotano: costano meno delle tariffe di giacenza a lungo termine e ridanno ossigeno all'IPI.
5. Ibrido FBA + FBM. Tieni in FBA lo stock a rotazione veloce e gestisci da magazzino tuo (o logistica terza italiana) il catalogo lento: il listing resta attivo anche quando la capacità FBA è satura.
L'errore tipico del seller italiano sotto Q4
Ogni autunno vediamo lo stesso film: si aspetta ottobre per spedire lo stock natalizio, il capacity limit si restringe proprio in quelle settimane, e la merce resta in garage mentre le vendite vanno ai concorrenti. La pianificazione corretta parte a fine agosto/settembre: invii scaglionati, stock natalizio in ingresso graduale, e margine di capacità tenuto libero per il best seller. Se vendi prodotti voluminosi, il problema raddoppia: il limite oversize è quasi sempre più stretto e va prenotato prima.
Capacity limit ed economia reale: un esempio in euro
Prendiamo un seller con prodotto da 24,90 €, margine lordo 8 €, rotazione 500 unità/mese, limite attuale 1.200 unità. Vuole spingere a 800 unità/mese sotto Natale:
- Stock necessario in magazzino: ~1.600-2.000 unità considerando i tempi di riassortimento → oltre il limite.
- Opzione A, Capacity Manager: offre 3 €/m³ per lo spazio extra necessario (~4 m³) → costo massimo ~12 €, ampiamente coperto dai crediti se le vendite arrivano.
- Opzione B, invii scaglionati settimanali dal prep center: costo logistico extra ~0,15 €/unità → 300 € sul periodo.
- Opzione C, non fare nulla: 300 vendite/mese perse × 8 € margine = 2.400 € al mese lasciati sul tavolo.
Il capacity limit raramente è il vero problema: il problema è scoprirlo tardi.