Quali sono i codici ATECO principali per l'e-commerce
Il codice ATECO (Attività Economiche) classifica la tua attività e ha impatti diretti su contributi, tasse e adempimenti. Per l'e-commerce esistono tre codici principali:
47.91.10 - Commercio al dettaglio via internet: è il codice specifico per chi vende prodotti online, sia sul proprio sito che su marketplace. Copre la vendita di qualsiasi tipo di merce (abbigliamento, elettronica, casalinghi, libri) tramite piattaforme digitali. È il codice utilizzato da oltre il 75% dei seller Amazon italiani.
47.99.99 - Altro commercio al dettaglio fuori negozi: più generico, include vendite per corrispondenza, televendite e altre forme di commercio non tradizionale. Utile se affianchi all'e-commerce canali come telefono o cataloghi cartacei.
74.90.99 - Altre attività professionali: per chi fa intermediazione senza possedere merce (dropshipping puro), consulenza e-commerce o gestione di marketplace per terzi. Non è un codice commerciale ma professionale, con regime contributivo diverso.
La differenza pratica? Con il 47.91.10 paghi contributi fissi INPS commercianti (circa €3.800/anno nel 2024 per il minimale), con il 74.90.99 contributi percentuali sulla Gestione Separata INPS (26,07% sul reddito).
Come scegliere il codice ATECO giusto per la tua attività
La scelta dipende dal modello di business reale, non da quello che pensi suoni meglio:
Vendi prodotti che acquisti o produci: codice 47.91.10. Vale per chi compra merce, la stocca (anche in FBA) e la rivende. Include Private Label Amazon, rivendita wholesale, retail arbitrage. Richiede iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio (diritto annuale €50-200 secondo fatturato) e gestione magazzino fiscale.
Fai dropshipping senza mai toccare la merce: tecnicamente 74.90.99, perché sei un intermediario. Nella pratica molti commercialisti consigliano comunque il 47.91.10 per evitare verifiche fiscali sulla natura dell'attività. Se scegli il 74.90.99 preparati a dimostrare che non sei un commerciante mascherato.
Offri servizi e-commerce: gestisci negozi per clienti, consulenza marketplace, advertising: codice 74.90.99 o 73.11.02 (Conduzione di campagne di marketing). Niente Camera di Commercio, solo Partita IVA e Gestione Separata INPS.
Attività mista: puoi dichiarare più codici ATECO. Esempio: 47.91.10 come principale (vendita prodotti) + 74.90.99 come secondario (consulenza). Il codice prevalente determina il regime contributivo principale, ma dovrai comunque rispettare gli obblighi di tutti i codici attivi.
Attenzione: il codice ATECO sbagliato non blocca l'apertura della Partita IVA, ma crea problemi dopo. Se l'INPS rileva attività commerciale con codice professionale, richiede arretrati contributivi con sanzioni. Costa di più sistemare che aprire correttamente.
Codice ATECO e regime fiscale: cosa cambia
Il codice ATECO influenza direttamente il regime fiscale applicabile:
Forfettario: accessibile con il 47.91.10 (coefficiente di redditività 40%, limite €85.000 fatturato annuo nel 2024). Paghi flat tax al 15% (5% primi 5 anni per nuove attività) solo sul reddito calcolato, non sulle entrate totali. Esempio pratico: fatturi €50.000, reddito imponibile €20.000 (40%), tasse €3.000 (15%). Più contributi fissi INPS commercianti.
Con il 74.90.99 (attività professionale) il coefficiente è 78%: sugli stessi €50.000 paghi tasse su €39.000, quindi €5.850. Più contributi percentuali INPS del 26,07% sul reddito, circa €10.170. Totale fiscale e contributivo quasi triplo rispetto al commerciale.
Ordinario semplificato: obbligatorio sopra €85.000 o per scelta. Con il 47.91.10 puoi dedurre i costi di acquisto merce, logistica, pubblicità. Aliquote IRPEF progressive (23-43%) sul reddito netto. Serve commercialista, contabilità ordinaria, bilancio annuale.
IVA: la maggior parte dei prodotti sconta IVA al 22%. Con il forfettario non addebiti né deduci IVA. In regime ordinario sì, con liquidazioni trimestrali o mensili. Su Amazon l'IVA è sempre esposta al cliente finale, indipendentemente dal tuo regime.
Il codice ATECO determina anche l'ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale): con il 47.91.10 l'Agenzia delle Entrate confronta i tuoi numeri con le medie del settore e-commerce. Un ISA basso aumenta le probabilità di controlli.
Come indicare il codice ATECO all'apertura della Partita IVA
L'indicazione del codice avviene al momento dell'apertura della Partita IVA tramite modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (società). Puoi farlo:
Online sul sito Agenzia delle Entrate: servizio gratuito, accesso con SPID o CIE. Compili il modello, selezioni il codice ATECO dalla lista ufficiale ISTAT, scegli il regime fiscale. Risposta immediata con numero Partita IVA.
👉 Apri direttamente: Apertura Partita IVA online — percorso: Servizi > Apertura Partita IVA
Tramite commercialista: costa €200-500 ma include consulenza sulla scelta del codice giusto, iscrizione Camera di Commercio (obbligatoria per commercianti), INPS, SUAP comunale se previsto. Consigliato se non hai esperienza o avvii società (SRL, SNC).
Allo sportello: prendi appuntamento presso l'Agenzia delle Entrate locale. Servizio gratuito, ma tempi più lunghi.
Nel modello dovrai indicare:
- Codice attività prevalente: quello da cui prevedi maggior fatturato
- Codici secondari: eventuali attività aggiuntive
- Data inizio attività: può essere retroattiva massimo 30 giorni
- Regime contabile: forfettario, semplificato o ordinario
- Luogo di esercizio: domicilio fiscale per e-commerce puro, sede fisica se hai magazzino
Dopo l'apertura hai 30 giorni per iscriverti alla Camera di Commercio (se codice commerciale) e comunicare l'inizio attività al SUAP se vendi prodotti alimentari, cosmetici o altri settori regolamentati. Per vendere su Amazon puoi usare immediatamente il numero Partita IVA, ma Seller Central può richiedere visura camerale per sbloccare alcune categorie.
Si può cambiare il codice ATECO dopo l'apertura
Sì, tramite modello AA9/12 di variazione dati. Puoi farlo online o tramite commercialista, senza costi fiscali diretti. I tempi di elaborazione sono 1-2 settimane.
Cambiare da codice professionale (74.90.99) a commerciale (47.91.10) richiede però anche iscrizione Camera di Commercio e passaggio contributivo da Gestione Separata a INPS commercianti. L'INPS ricalcola i contributi dall'inizio dell'anno fiscale: se cambi a giugno, dovrai versare la differenza dei mesi precedenti.
Il cambio inverso (da commerciale a professionale) è più complesso e l'INPS potrebbe contestarlo se rileva attività commerciale di fatto. Serve documentazione che provi il cambio reale di business model.