Quanto costa realmente vendere su ciascuna piattaforma?
Amazon applica una commissione variabile per categoria (8% su Elettronica, 15% su Abbigliamento, 12% su Casa e Cucina) più 0,99€ per articolo nel piano base o 39€/mese nel piano Professional. Se usi FBA (Logistica di Amazon), aggiungi costi di stoccaggio (circa 26€/m³ al mese) e gestione ordini (3-5€ per articolo standard). Un prodotto venduto a 50€ su Amazon con FBA lascia mediamente 20-25€ al netto di commissioni e logistica, prima del costo del venduto.
Shopify ha una struttura completamente diversa: paghi un abbonamento mensile (Basic 27€, Shopify 79€, Advanced 289€) più commissioni sui pagamenti del 1,9-2,9% + 0,25€ per transazione se usi Shopify Payments. Zero commissioni sul venduto. Lo stesso prodotto a 50€ su Shopify costa circa 1,20€ di commissione pagamento più l'abbonamento mensile ripartito. Con 100 vendite mensili, parliamo di 1,47€ per ordine di costi fissi totali.
La differenza vera emerge sul traffico: Amazon lo include, Shopify no. Devi calcolare il costo acquisizione cliente (CAC) tramite Facebook Ads, Google Ads o TikTok. Nel mercato italiano, un CAC realistico parte da 15-40€ per ordine nel settore e-commerce, dipende dalla nicchia e dalla competizione. Questa variabile cambia completamente l'equazione economica.
Dove vendi più velocemente e con quale sforzo?
Su Amazon carichi il prodotto, attivi FBA, e in 24-48 ore puoi ricevere i primi ordini se il prodotto risponde a una ricerca esistente. Il marketplace ha già il traffico, ha già la fiducia dei clienti (che cercano su Amazon prima di Google), ha già il sistema di pagamento configurato. Zero lavoro di marketing iniziale per testare un prodotto.
Shopify richiede un percorso completamente diverso. Dopo aver configurato il negozio (2-5 giorni per una versione base professionale), devi costruire il traffico da zero. Significa configurare pixel di tracciamento, creare campagne pubblicitarie, testare creatività e audience, ottimizzare il funnel. Servono 30-90 giorni per raccogliere dati sufficienti e iniziare a vendere con costanza. La curva di apprendimento è ripida se parti senza esperienza di digital advertising.
Il vantaggio di Shopify emerge nel medio-lungo periodo: ogni cliente acquisito è tuo. Hai l'email, puoi fare retargeting senza intermediari, costruisci un database proprietario. Su Amazon il cliente è di Amazon: non hai accesso ai dati di contatto, non puoi fare email marketing diretto, ogni vendita successiva richiede che il cliente ti ritrovi sul marketplace.
Quale strategia per quale tipo di business?
Amazon funziona meglio per: prodotti commodity con mercato già formato, seller che partono con budget limitato (sotto i 5.000€), chi vuole validare un prodotto prima di investire in branding, business che puntano su volume e rotazione veloce più che su margini alti. È la piattaforma giusta per chi vende prodotti dove la differenziazione è difficile e la competizione si gioca su prezzo e velocità di consegna.
Shopify è la scelta per: brand con identità forte e storytelling, prodotti di nicchia con margini alti (sopra il 60%), business che puntano sul lifetime value del cliente, chi vuole costruire un asset vendibile. Un negozio Shopify con traffico proprietario e database clienti vale 3-4 volte il fatturato annuale in caso di exit. Un account Amazon Seller vale molto meno perché tutto dipende dall'algoritmo della piattaforma.
La strategia più efficace oggi è ibrida: inizi su Amazon per generare cassa e validare il prodotto, reinvesti i profitti in un negozio Shopify per costruire il brand, usi Amazon come canale di acquisizione e Shopify per fidelizzazione e marginalità. Molti brand italiani di successo seguono questo percorso: vendono il 70% su Amazon e il 30% su Shopify, ma quest'ultimo 30% genera il 50% del margine.
Quali competenze servono per gestirli efficacemente?
Per vendere su Amazon servono competenze specifiche: keyword research e ottimizzazione SEO Amazon, gestione PPC (campagne Sponsored Products, Brands, Display), analisi competitiva, logistica FBA, gestione recensioni e reputazione. La piattaforma è tecnica: devi conoscere A9 (l'algoritmo di ricerca), le policy stringenti, i meccanismi di ranking. Puoi iniziare in autonomia ma per scalare servono competenze verticali o un'agenzia specializzata.
Shopify richiede un set di skill completamente diverso: web design e UX, copywriting orientato alla conversione, digital advertising (Facebook/Instagram/Google), email marketing automation, analisi dati (Google Analytics, Pixel Facebook), customer service diretto. È meno tecnico come piattaforma ma più ampio come competenze marketing richieste. Devi essere o diventare un marketer completo.
Il tempo di gestione varia: un catalogo Amazon ottimizzato richiede 5-10 ore settimanali per monitoraggio campagne, stock e recensioni. Shopify assorbe 15-25 ore settimanali tra creazione contenuti, gestione ads, customer service e ottimizzazione conversion rate. La differenza è che su Amazon molti processi sono standardizzati, su Shopify ogni elemento è personalizzabile (e richiede decisioni continue).
Come decidere concretamente?
Valuta tre fattori nella tua situazione specifica. Primo: capitale disponibile. Con meno di 5.000€ parti su Amazon, riduce il rischio e accelera il break-even. Con 15.000€+ puoi permetterti il periodo di test su Shopify e sostenere il CAC iniziale alto.
Secondo: tipologia di prodotto. Margine lordo sotto il 50%? Amazon, difficilmente reggi i costi advertising su Shopify. Margine sopra il 60% e prodotto differenziabile? Shopify ti permette di raccontare il valore e giustificare il premium price. Prodotto generico molto cercato? Amazon. Prodotto di nicchia che va spiegato? Shopify.
Terzo: obiettivo temporale. Vuoi fatturato nei prossimi 90 giorni? Amazon. Vuoi costruire un asset vendibile nei prossimi 2-3 anni? Shopify (o entrambi). La maggior parte dei seller sottovaluta questo aspetto: Amazon genera cassa veloce ma ti lascia zero asset proprietario. Shopify costruisce lentamente ma crea valore patrimoniale.